Le invenzioni di solito partono dai romanzi di fantascienza. Per la precisione partono dai romanzi di fantascienza degli anni Sessanta e Settanta e per tagliare la testa al toro possiamo dire che partono dai romanzi di Philp K. Dick, quello di Blade Runner e di molti altri capolavori. Anche il cyberpunk di William Gibson ne ha anticipate, di invenzioni. Poi dopo i romanzi si infilano nei film, ma a volte tra le due fasi passano anche dieci o vent’anni perché descrivere un oggetto si può sempre fare. Mostrarlo è più complicato. Da lì si passa a una fase in cui se ne parla sui giornali, finché l’invenzione non arriva nelle nostre vite. Ma ha un nome diverso e a volte non ce ne accorgiamo. Il videotelefono, chi l’avrebbe detto che si sarebbe chiamato skype? E la televisione via internet,

la TV del futuro? Pare che possa essere questo strano coso che si chiama Joost.

“C’era una volta la televisione generalista. Poi sono arrivati i canali tematici satellitari.”
Così, solo qualche anno fa, avremmo potuto iniziare un servizio sul panorama radiotelevisivo.
Adesso però le cose sono cambiate. E molto.
La nuova frontiera dei contenuti video non passa più dall’etere e dalle parabole, ma dalla banda larga di adsl e fibra ottica.
Se lo scorso anno il caso You Tube ha monopolizzato i media, adesso due personaggi – capaci, già in passato, di rivoluzionare l’universo del peer to peer e delle telecomunicazioni – si propongono di cambiare il nostro modo di intendere la televisione.
Si tratta degli imprenditori scandinavi Niklas Zennstroem e Janus Friis, che prima hanno riempito il vuoto post-Napster col network Kazaa e poi hanno trasformato la tecnicità del voip, voice over ip, in una pratica ed economica tecnologia dal nome di Skype.
Dopo essersi staccati dalle loro creature, realizzando ovviamente un lauto guadagno, i due si sono messi in testa di innovare l’universo della televisione.
Il progetto, per lungo tempo al riparo dalle indiscrezioni sotto il nome di The Venice Project, ha da poco fatto la propria comparsa in versione beta.
Joost, questo il suo nome, utilizza la stessa tecnologia che ha fatto la fortuna del protocollo peer to peer BitTorrent.
In pratica oltre a ricevere dati, ogni anello della catena è a sua volta un trasmettitore. In questo modo il peso dello streaming video, anziché essere tutto sulle spalle di un server centrale, viene ripartito fra i vari utenti.
Il risultato è la possibilità di ricevere contenuti video a pieno schermo con una qualità fino ad oggi mai vista sui nostri schermi.
Questo per quanto concerne il lato tecnico.
Dal punto di vista dei contenuti invece, Joost è un fornitore di decine di canali televisivi ultra specializzati visibili on demand.
I programmi cioè, iniziano, finiscono e si mettono in pausa quando lo volete voi.
Oltre a network conosciuti come MTV o Virgin, al momento Joost offre una sessantina di canali tematici, molto tematici, come Lassie TV – dedicato al famoso telefilm – o The recipe channel, che propone unicamente ricette culinarie.
SecondsOut Tv offre incontri di boxe, Poker Heaven sfide di poker e The circus channel propone esibizioni di clown, acrobati e affini.
Rehearsal vi porta negli studi musicali e televisivi a vedere registrazioni e provini vari, Witness racconta storie in cui le testimonianze video sono servite per condannare i colpevoli di un reato mentre per quanto riguarda la musica non c’è che l’imbarazzo della scelta, con oltre dieci canali dedicati a tematiche e sonorità differenti.
Insomma, siamo appena gli inizi, ma il futuro della televisione sembra promettere più che bene.